La storia

Luco dei Marsi
deriva il suo nome dal latino lucus e dall’italico luvko, “bosco sacro”, in origine “radura nel bosco”. Nei tempi del Paleolitico (110.000-90.000 anni fa), quando i primi uomini arrivarono sui monti della Marsica, si trovarono di fronte ad una grande distesa d’acqua, il Fucinus Lacus, il terzo d’Italia in età storica con il suoi 155 km2, che copriva l’intera conca del Fucino ed aveva un solo immissario, il fiume Giovenco ed un solo emissario, l’inghiottitoio naturale della Petogna di Luco dei Marsi.
Il lago di origine carsica, posto a m 669 sul livello del mare, aveva una forma ovale: km 22 di lunghezza, km 10 di larghezza, m 22 di profondità massima. Abbondava di pesci: la tinga, i barbi, le scardafe, i gamberi, le rane, la trota, la lasca. Era popolato da tante specie d’uccelli acquatici: l’anatra, il cigno, la cicogna e il gabbiano. Dato il clima temperato, intorno si coltivavano cereali, fichi, mele, ulivi, uve, oleandri e lauri.
Agli inizi del V secolo a.C. le genti italiche fucensi che occupavano l’area lacustre si denominarono Marsi e diedero inizio alla relativa repubblica retta da un accordo federale e con centro principale nella città-santuario di Anxa, dedicata alla massima divinità del luogo,
Angitia, ed i cui resti si possono osservare nell’area archeologica nel territorio comunale. Durante l’età giulio-claudia la città marsa divenne un municipio romano col nome di Marsis Anxa, ed ebbe, successivamente, parte delle terre emerse del Fucino parzialmente prosciugato dall’imperatore Claudio (nel 52 d.C.) e perfezionato con altri interventi dai successivi regnanti Traiano ed Adriano.
Nel medioevo, dal X al XV secolo, il centro col nome di Luco divenne proprietà del monastero benedettino di Montecassino con il monastero-prepositura locale di Sancta Maria de Luco, la cui raffinata chiesa romanica è ancora ben visibile nella sua sistemazione tardo-duecentesca nelle vicinanze del Cimitero, nell’interno dell’area archeologica. Nel corso del Duecento, le genti che abitavano nell’area della vecchia città marso-romana, si trasferirono nel nascente Casale de Luco, con la successiva creazione della chiesa di S. Giovanni Battista e lo sviluppo dell’attuale centro storico, caratterizzato dalla sua lunga forma a gradoni perilacustre.
A partire dalla metà del XVI secolo e fino agli inizi del XIX, fu feudo dei potenti principi romani, i Colonna, per poi diventare libero comune della nuova Italia. Sul finire dell’Ottocento (1875), il paese legato economicamente esclusivamente all’attività pescatoria, fu privato del lago, visto il prosciugamento definitivo del Fucino ad opera del principe Alessandro Torlonia, dopo un primo intervento dei Borboni di Napoli.
Luco dei Marsi, posto in Provincia dell’Aquila della Regione Abruzzo, è ora uno dei più importanti centri agricoli dell’alveo fucense, ormai una pianura fertilissima, con il suo territorio che copre una superficie di 44,59 kmq con altimetrie che vanno da un minimo di
Si trova a
Molto avanzato è anche il settore della ristorazione con bar, ristoranti, pizzerie, pub ed alberghi; nei numerosi ristoranti tipici del paese si può gustare l’ottima cucina abruzzese locale.
Ultimo aggiornamento (Mercoledì 26 Maggio 2010 13:06)












